Fin dalla nostra costituzione - nel 2012 – ci siamo poste una domanda che oggi è più che mai attuale: Come possiamo conciliare il profitto con il bene comune?

Il profitto è imprescindibile per un’attività imprenditoriale: non solo perché possa sostenersi, ma perché  è nella sua natura prosperare e far prosperare chi se ne assume il rischio e gli oneri.

D’altra parte, perseguire il profitto senza avere un impatto sull’ambiente, sulle persone e sulla società, non è possibile; allora la questione diventa - come si sottolinea da anni e, ultimamente, con una forza non più ignorabile -  che carattere e che segno ha questo impatto.

Abbiamo allora deciso di organizzare e far crescere la nostra azienda in modo eco-logico: tenendo conto, cioè, degli effetti che il nostro agire ha quotidianamente sul nostro mondo, inteso come ecosistema biologico, economico e sociale.

La convinzione delle migliori opportunità generate da scelte guidate da una logica ‘eco’ – anziché ‘ego’ – ci ha consentito di conseguire la certificazione B Corp e di evolvere in Società Benefit.

Come piccola impresa, siamo consapevoli che, per le PMI, queste scelte comportano impegni non trascurabili – sotto il profilo organizzativo ed economico – ma anche altrettante opportunità.

Perciò, abbiamo deciso di mettere a sistema la nostra esperienza, di arricchirla con le esperienze di altre aziende (differenti per dimensioni e attività) che hanno fatto scelte analoghe alle nostre, e di coniugare questi esempi concreti con le nostre competenze in ambito di modelli di business e benessere organizzativo; arrivando così a sviluppare strumenti e percorsi a favore delle imprese che:

  • Vorrebbero diventare B Corp o Società Benefit ma non sanno se siano o meno in possesso dei requisiti e temono di disperdere tempo ed energie.

Per queste realtà aziendali, non si tratta di simulare un assessment, ma di analizzare e valutare insieme comportamenti, azioni, procedure e scelte che pur avendo avuto origine forse, da circostanze   differenti – inclusa la consuetudine – possono risultare discriminanti per il buon esito del processo. Questo consente poi, di adoperarsi per consolidare quelle che hanno un impatto positivo e per modificare quelle eventualmente dannose o migliorabili.

  • Vorrebbero intraprendere uno di questi percorsi e, consapevoli di non possederne i requisiti, vogliano avviare un piano strategico e sostenibile di adeguamento ai requisiti richiesti.

L’intento non può e non vuole essere quello di stravolgere l’azienda, né di limitarla subordinandola al conseguimento un bene superiore. Si tratta di intraprendere un percorso virtuoso e
sostenibile - che prenderà il tempo necessario -  e porterà l’azienda nella posizione desiderata attraverso piccoli e significativi passi.

  • Non desiderano intraprendere percorsi di questo tipo ma vogliono comunque avere un impatto più positivo sul loro ecosistema interno ed esterno.

Non abbiamo la presunzione di possedere l’esclusiva del bene, e siamo consapevoli che certe pratiche – per essere esercitate in modo efficace, continuativo e duraturo – hanno prima 
bisogno di essere interiorizzate. In questo cammino possiamo essere compagn@ di strada.
 

La nostra convinzione è che ciascun@ possa contribuire al bene comune, operando laddove si sente più confidente e tranquill@.

Abbiamo fiducia che il bene – per sé e per gli altri – sia virale, in grado di contagiare nel tempo ambiti operativi e persone, generando un'inarrestabile spirale virtuosa che dal singolo si propaga alla collettività.

 

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