di Myriam Ines Giangiacomo

Lo step successivo all’esplorazione è dedicato ai nuovi apprendimenti.

 

Anche in questa fase è importante analizzare i 2 pilastri del percorso: la strategia e il metodo.

In merito alla strategia, le azioni del mentor, anche in questo step, sono ben precise e mirate:

  • Essere positivo e costruttivo 
  • Supportare e comprendere le esigenze e gli obiettivi del mentee
  • Riconoscere i punti di forza
  • Generare opportunità
  • Individuare e definire le priorità
  • Identificare i bisogni da sviluppare 

Sul fronte del metodo, invece, il mentor si focalizza sui seguenti punti:

  • Ascolto e messa alla prova del mentee
  • Apertura e chiusura di domande
  • Informazioni e consigli
  • Condivisione di esperienze e di aneddoti

Il secondo step del 3 stage model può essere definito come il punto di ritorno del processo. I nuovi apprendimenti possono essere esperiti in diverse modalità a seconda dei casi, delle esigenze e delle condizioni.
E’ necessaria una certa flessibilità e la capacità di mettere in pratica molte risorse nell’andare avanti, e talvolta anche nell’ arrestarsi o tornare indietro, mantenendo un alto livello di empatia e di volontà di co-costruire con il mentee.
Fare esperienza di nuovi apprendimenti generalmente produce un livello molto alto di energia che può rivelarsi estremamente produttiva. E’ fondamentale incoraggiare il mentee nel momento in cui inizia a vedere le cose in maniera diversa. Il processo può rivelarsi talvolta veloce, ma è buona cosa affidarsi alla prudenza e non correre!

Accedere a nuovi apprendimenti può determinare uno stato di disagio del mentee quando gli si chiede di essere forte e tenace. Per questo potrebbe aver bisogno di una ulteriore e più approfondita esplorazione e dunque di tornare, temporaneamente, al primo step.

Se il mentee si dimostra in grado di affrontare il cambiamento indotto dai nuovi apprendimenti, è opportuno che il mentor lo sostenga e si mostri sensibile alle sue esigenze per aiutarlo ad essere più ricettivo e capace nei momenti più sfidanti.

In questa delicata fase è fondamentale che il mentor sia estremamente paziente, è piuttosto rischioso, infatti, manifestare il proprio feedback al mentee mentre è esposto alle emozioni della novità. In particolare un feedback critico, sebbene produttivo, può rivelarsi anche motivo di disagio in questa fase in cui la vulnerabilità del mentee in apprendimento è nel picco, soprattutto se si sta mettendo in discussione un comportamento non più efficace ma ben radicato.