di Myriam Ines Giangiacomo - 
La lente gialla del modello di Rowan Gibson al centro del primo dei 4 appuntamenti di InnPalestra, percorso per allenare le skill da innovatori.

Nella teoria di Gibson la lente gialla è associata ad una precisa azione: sfidare le ortodossie. Vediamo meglio di cosa si tratta. L’abilità di sfidare le ortodossie è una delle più importanti forze motrici dell’innovazione.

Solo guardando al Rinascimento è possibile citare grandi personalità che hanno cambiato il corso delle storia scegliendo direzioni spesso diametralmente opposte a quelle definite e imposte dall’ortodossia. Basti pensare a Keplero, Colombo, Newton, Lutero, per  avere un quadro chiaro di come sia possibile introdurre cambiamenti epocali partendo dalla messa in discussione di presupposti fino a quel momento intoccabili. 

Nel nostro percorso di allena-menti è importante comprendere al meglio come applicare ognuna delle 4 lenti dell’innovazione alla propria realtà di tutti i giorni.  Cosa significa essere innovatori nella propria organizzazione, nell’esercitare la propria professione o nel gestire una situazione che travalichi il confine dell’ambiente lavorativo? Come possiamo tradurre l’espressione  “sfidare le ortodossie” nella nostra specifica realtà? Partiamo intanto dal concetto di ortodossia, conosciamo a fondo il “nemico”!

L’origine del termine vede la fusione di due componenti, dal greco orthos (giusto, vero) e doxa ( credenza, opinione), dunque le ortodossie sono delle credenze che si ritengono vere. Per definizione infatti “un’ortodossia è una credenza profondamente radicata, una pratica tradizionale o un modo convenzionale di pensare che comunemente si assume siano veri o corretti”.  

Le ortodossie sono schemi mentali e comportamentali che le persone seguono in maniera quasi automatica, che condizionano fortemente il nostro approccio con la realtà e, di conseguenza, hanno un ruolo notevole in quello che pensiamo, che apprezziamo, che scegliamo! Queste credenze sono profondamente radicate nella nostra vita, sono come presenze invisibili ma costantemente presenti e talvolta ingombranti, soprattutto quando si tratta di scegliere la via del cambiamento e contemplare soluzioni nuove.

L’innovatore dunque, per rientrare in questa definizione, deve intraprendere un percorso il cui primo passaggio è “sfidare le ortodossie”. Osservando il corso degli eventi nella storia, per sua natura l’innovatore manifesta una certa avversione nei confronti delle ortodossie, non si accontenta degli assunti radicati e si spinge oltre il confine per esplorare nuove strade.   Il vero innovatore non è soddisfatto dello status quo, si pone domande, si espone al rischio dell’errore, annusa nuove opportunità procedendo spesso controcorrente.

Il nostro compito ora è quello di contestualizzare le azioni di un innovatore e, sulla scia dei grandi innovatori di cui si conoscono i meriti, comprendere quali siano le competenze da esercitare per rendere questo discorso a misura della nostra realtà. In che modo posso fare delle scelte innovative e far decollare il mio business? Quali sono le competenze che mi mancano per porre in atto soluzioni concretamente vantaggiose per la mia organizzazione? Quali sono le convinzioni che spesso mi limitano auto-sabotandomi nel mio lavoro? 

Ognuno di noi porta in campo la propria realtà e si esercita in funzione delle caratteristiche del proprio contesto e dei requisiti di partenza. Non si parlerà di nozioni generali, si lavorerà concretamente per creare le condizioni per intraprendere scelte innovative che rechino dei vantaggi all’interno della propria realtà professionale.