di Myriam Ines Giangiacomo - 
Dal café al world café: un breve excursus per prepararvi al primo World Trend Café previsto per il 26 Maggio a Roma in collaborazione con TEA.

 

Abbiamo scelto la data del 26 maggio per proporvi lo scenario TEA 2016-17 “Il tuono e l’azione” nella formula world café.

Prima di entrare nello specifico dell’evento e svelarne tutti i dettagli, ci piace l’idea di inoltrarci in un breve excursus per rivisitare la funzione del café nel corso del tempo in modo da comprenderne al meglio le caratteristiche e soprattutto l’efficacia.

Partiamo dal caffè: nella cultura occidentale il caffè è un luogo di ritrovo, all’interno del quale le persone si incontrano e danno vita a delle conversazioni spontanee in cui ogni partecipante decide in che misura apportare il proprio contributo alla discussione in atto.

Nel settecento, inizialmente in Francia, era pratica molto comune tra gli intellettuali riunirsi nei “café” per discutere di argomenti di varia natura.
Personaggi come Diderot, Voltaire, Rousseau e Montesquie furono grandi frequentatori e animatori dei salotti letterari e filosofici dell’epoca.

La pratica del caffè letterario ha ben presto oltrepassato i confini nazionali francesi ed è giunta anche in Italia protraendosi fino ad oggi.

Un contribuito importante nella riscoperta dell’efficacia e della bellezza del caffè come luogo di confronto costruttivo va riconosciuto al filosofo francese Marc Sautet, autore di “Socrate al caffè”, il quale, nell’estate del 1992, nel corso di un’intervista radiofonica, raccontò che nei weekend si incontrava con alcuni sui amici nel caffè per parlare dei progetti da avviare nel suo nuovo studio di consulenza filosofica.
In seguito Sautet specificò che in realtà gli argomenti trattati non riguardavano tematiche prettamente filosofiche, ma si trattava di scambi di idee su eventi di attualità, opinioni, impressioni.

L’odierno caffè come luogo di incontro segue una schema non rigido, ma abbastanza comune: si sceglie un tema, si condivide, ci si lavora con metodologie non convenzionali.
Un ruolo fondamentale è quello del moderatore, o facilitatore, che lancia la conversazione e orienta i partecipanti verso una costruttiva ricerca e condivisione di possibili sviluppi e soluzioni.
Una delle principali caratteristiche dell’ambiente “caffè” è, senza dubbio, l’informalità che consente ai partecipanti di sentirsi coinvolti in modo piacevole e diretto senza avvertire il peso delle aspettative di un ambiente percepito come più controllato.

Alla base dell’ idea del caffè c’è l’obiettivo di generare conversazioni articolate, anche complesse, in una modalità creativa e partecipativa all’intero di una logica decisamente non convenzionale.
Le persone vengono stimolate ad agire in una dinamica collaborativa, si sentono invitate a partecipare per cercare una soluzione comune che sarebbe notevolmente meno efficace se perseguita singolarmente, senza avvalersi dell’unione delle esperienze di ognuno.

Partendo da questi presupposti è nata l’idea di realizzare, in collaborazione con TEA, il primo World Trend Café.